strade nuove

 Spesso crediamo che possiamo farcela anche senza gli amici, a far a meno degli altri; ci barrichiamo dentro le nostre fortezze e alziamo muri per sentirci più sicuri. In realtà stiamo costruendo una prigione perché l’uomo forte, sicuro di sé, è un povero illuso che non sa che la vita sta da un’altra parte. E’ un uomo che sta sprecando i migliori anni della sua vita, del suo tempo, in cerca di certezze e superbie e ragioni che sono ridicole maschere della miseria umana. Il viaggio alla ricerca di noi stessi inizia quando impareremo a spogliarci delle troppe difese che abbiamo costruito tra noi e gli altri e tra noi e ciò che ci circonda. Un viaggio che

 non finisce mai. E’ inutile alzare muri, torri, scavare fossati, tracciare recinti, confini, non serve a niente, non ci proteggeranno mai da noi stessi, e non fanno che ingannare gli altri e alla fine noi stessi. E’ fin troppo evidente che portare avanti il mito dell’uomo forte, sicuro di sé, delle sue capacità e volontà, non ha fatto altro che creare un forte squilibrio tra uomo e natura. Alla fine non vi è niente di più inadeguato e di più misero di una supremazia di un uomo su un altro, di un uomo sulla natura.

Accettare di essere poca cosa davanti alla vita, di essere vulnerabili,  fragili, provare a camminare nel profondo universo dell’anima, dove crescono i fiori della curiosità e dello stupore, ci apre porte di orizzonti nuovi e ci conduce con serenità in un ricco viaggio all’interno di noi stessi e, con un po’ di fortuna, anche all’interno degli altri.

 

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