Noi avevamo visto giusto.

anni-70  Per noi il Capitalismo non andava curato, andava ucciso, come la peste.

Mi guardai in giro, per scrupolo più che altro, visto che non si vedeva un accidente a un palmo dal naso, e diedi libero sfogo alla mia vena artistica. Prima con uno straccio e poi con la sciarpa asciugai una superficie sul lato della cabina di guida, feci alcuni passi indietro e guardai in faccia quel mostro di latta, simbolo di un mondo contadino che non c’è più, di un mondo delle macchine che avanza senza scrupoli. Pensavo a Pasolini e alle sue poesie giovanili, a l’odòur che la ploja a suspira tai pras di erba viva, pensavo alla rovina di un

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ti piace scrivere?

gianni de paoli 2013

George Orwell suggeriva 4 motivi per smettere, o continuare a farlo!Il primo lo definiva “Puro egoismo”, ovvero il desiderio di farsi riconoscere, di far parlare di sé, di apparire intelligenti e di essere ricordati dopo la morte. Un motivo forte, ed è ipocrita fingere che non lo sia.

Il secondo lo chiamava “Entusiasmo estetico”, nel senso di dare importanza alla bellezza delle parole e alla loro costruzione, alla giusta disposizione delle frasi e alla loro efficacia. Un lavoro artigianale, certosino, votato alla percezione della bellezza del mondo; come farlo, se non con le parole? Read more »

strade nuove

 Spesso crediamo che possiamo farcela anche senza gli amici, a far a meno degli altri; ci barrichiamo dentro le nostre fortezze e alziamo muri per sentirci più sicuri. In realtà stiamo costruendo una prigione perché l’uomo forte, sicuro di sé, è un povero illuso che non sa che la vita sta da un’altra parte. E’ un uomo che sta sprecando i migliori anni della sua vita, del suo tempo, in cerca di certezze e superbie e ragioni che sono ridicole maschere della miseria umana. Il viaggio alla ricerca di noi stessi inizia quando Read more »

l’angelo dal cielo

Lle uova e la nevea parte peggiore dello scrivere è che si dipende tanto dagli elogi… Senza lodi mi è difficile cominciare a scrivere la mattina; ma l’avvilimento dura solo trenta minuti, e appena cominciato dimentico tutto.

(Virginia Woolf)

 

La memoria perduta

mostarLa memoria perduta

Va raccontata la storia di un’occupazione militare, di un’aggressione infame senza neppure una dichiarazione di guerra, quella dell’Italia al regno jugoslavo.

Ricordo l’accerchiamento di Lubiana, i km di filo spinato con cui hanno trasformato una città viva ed europea in un lager a cielo aperto. I rastrellamenti, le carcerazioni, le uccisioni.

Ricordo le deportazioni a centinaia e poi migliaia, i campi Read more »

Non vinceremo mai! (da “L’orologio”, di Carlo Levi)

forconi

dicembre ’45.

Ecco: i due veri partiti che, come direbbero nel Mezzogiorno, si lottano, le due civiltà che stanno di fronte, le due Italie, sono quella dei Contadini e quella dei Luigini… Ora mi spiego… Ebbene, chi sono i Contadini? Sono, prima di tutto, i contadini: quelli del Sud, e anche quelli del Nord: quasi tutti; con la loro civiltà fuori del tempo e della storia, con la loro aderenza alle cose, con la loro vicinanza agli animali, alle forze della natura e della terra, con i loro dèi e i loro santi, pagani e pre-pagani, con la loro pazienza e la loro ira; e via, Read more »

2014, centenario bellico: quello che la Storia non racconta.

cadorna

Racconta un fante della Brigata Siena: “Tutte le volte che c’era un attacco arrivavano i carabinieri. Entravano nelle nostre trincee, i loro ufficiali li facevano mettere in fila dietro di noi e noi sapevamo che, quando sarebbe stata l’ora, avrebbero sparato addosso a chiunque si fosse attardato nei camminamenti invece di andare all’assalto. Questo succedeva spesso. C’erano dei soldati, ce n’erano sempre, che avevano paura di uscire fuori dalla trincea quando le mitragliatrici austriache sparavano all’impazzata contro di noi. Allora i carabinieri li prendevano e li fucilavano. A volte era l’ufficiale che li ammazzava a rivoltellate” Read more »

lettera ai burocrati

dea-bendata jpegE’ inutile che mandiate le vostre scartoffie, non riconosco i vostri tribunali da quando mi hanno rinviato a giudizio per uso e spaccio di droga e di violenza sessuale sui minori, facendomi passare tre anni da incubo per poi assolvermi “perché il fatto non sussiste”.

Sono cose che non si dimenticano facilmente.
L
o schifo dei tribunali fascisti e borghesi di questo paese mi rivolta lo stomaco, con tutto quello che li circonda. Ho lottato per accettare la mia invalidità, ho lottato con gli avvocati del clero, ho dovuto lottare con i giudici dello stato, lotterò anche con questi nuovi 

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immagineAgricoltura geneticamente modificata, un modello industriale basato sulle monoculture, con sfruttamento intensivo dei suoli e una riduzione totale della biodiversità e degli equilibri naturali. La propaganda pro-ogm sostiene di dare un grande contributo al problema della fame nel mondo, in realtà la maggior parte Read more »

da: “Una morale per la vita di tutti i giorni” di La Cecla e Zanini (lezioni di Antropologia)

antropologiChi viaggia sa bene che una parte della propria attenzione, quando si arriva in un posto nuovo, è diretta verso un capire come funziona la vita quotidiana della città, del paese in cui ci si trova. “Paese che vai, usanze che trovi” significa imparare in breve tempo a conformarsi a un altro ritmo di vita, ad altre maniere di concepire i tempi della giornata, gli spazi del personale e gli spazi della vita in comune. Viaggiare è voler andare verso una discontinuità costante che però ti costringe continuamente a posarti e confrontarti con il passo a passo, con le abitudini degli altri. Sembra quasi una contraddizione, perché il viaggio lo pensiamo come un’evasione dalla vita quotidiana, eppure la prima cosa che facciamo Read more »