Finiranno i giorni della merla?

Risultati immagini per Stock photographyCome non tutti sanno i giorni della merla sono i giorni più freddi dell’anno o perlomeno lo dovrebbero essere,visto che si parla degli ultimi giorni di gennaio. “Canta il merlo, l’inverno è finito, ti saluto padrone: trovo un altro tetto”. 

I primi segnali di un concreto allontanamento dalla fredda società economica ci sono tutti. Il numero di persone che hanno cominciato a sottrarsi allo stile di vita consumistico è in aumento. I segnali, in continua crescita, arrivano soprattutto dai giovani che, giocoforza, si devono inventare un futuro. Sono segnali confortanti perché vuol dire che le maglie del sistema economico non sono più così fitte da non riuscire, volendolo, a scappar fuori. E se anche non dovessero contribuire al Pil nazionale, queste persone, che sfuggono alle fredde indagini statistiche, hanno il privilegio di non dare ossigeno alle attività umane responsabili del degrado umanitario e ambientale che stanno consumando e avvilendo la nostra Terra. Il pensiero globale è pura astrazione e presunzione, un modo scientifico per non svegliarci dal sonno ipnotico indotto dal potente sistema delle multinazionali. Se vogliamo invertire la rotta, dobbiamo farlo con l’immaginazione e rendendo la vita locale più indipendente e autonoma, e farlo nel modo più adeguato possibile, nella solidarietà e accettazione. Gandhi lo diceva negli anni ’30: “Se produzione e consumo si attestassero entrambe a livello locale, la tentazione di accelerare la produzione indefinitamente e a qualsiasi prezzo scomparirebbe…”.

 

Non se ne può più di un sistema che influenza l’individuo, dobbiamo fare in modo che accada l’opposto. Tornare alla terra e all’artigianato non significa regredire, significa ritrovare uno stile di vita non più riconducibile alla busta paga.

 

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